Precoce Final Warming del Vortice Polare. Quali effetti?
Si è verificato un precoce Final Warming del Vortice Polare, ma quali saranno gli effetti per il nostro paese?
Si parla di evento precoce perchè si è verificato tra l’11-13 Marzo mentre di solito si verifica durante il semestre più caldo (aprile-settembre) a causa dell’aumento dell’irraggiamento solare.
Il Vortice Polare in questo periodo si è indebolito per un anomalo riscaldamento stratosferico, che andrà via via a disgregarlo fino a questa quota, per poi riapparire durante l’autunno.
Per gran parte dell’inverno, i venti da ovest a est del vortice polare a 60°N, sono stati sempre superiori rispetto alla media. Indicando infatti una bassa pressione polare sempre compatta per la forte ventilazione zonale e poco propensa a scambi di aria fredda meridiani. Tuttavia la scorsa settimana, c’è stato proprio un crollo e un’inversione di questi venti che indicano un processo di distruzione del vortice polare.

Velocità del vento del vortice polare osservate e previste (NOAA GEFSv12) a 60°N
Come continuerà la primavera?
Questo riscaldamento stratosferico, potrebbe avere un’impatto sul tempo di fine Marzo, ma anche per Aprile almeno. Con la comunicazione di questo disturbo dalla stratosfera, alla troposfera attorno al 25 marzo, si potrà abbassare la corrente a getto fino a latitudini più meridionali.
Sarà quindi probabile nelle prossime settimana una circolazione atmosferica, con una componente zonale più debole, con robusti anticicloni nel comparto euro-asiatico che potranno favorire anche l’ingresso di impulsi freddi sul Mediterraneo, con possibili ancora gelate tardive.
In tale circolazione avremo anche la maggior persistenza di piogge in alcune zone e periodi più secchi in altri. Avremo comunque ancora diverse perturbazioni in transito tra le aree settentrionali e tirreniche.
La posizione intermedia della penisola, “schiacciata” tra masse d’aria fredda ad ovest e calda a est, risulterebbe favorevole a fenomeni localmente intensi.
Ricordiamo comunque che si tratta di previsioni stagionali e quindi previsioni ancora molto sperimentali, insomma da non prendere come una visione certa sul futuro, ma possibile. (Fonte Consorzio Lamma)
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La propagazione del riscaldamento stratosferico al livello isobarico di 50 hPa (media stratosfera) possa concretizzarsi attorno al 25 di marzo per poi impattare nei più bassi strati atmosferici ad inizio aprile.