Neve da addolcimento o da irruzione: le differenze

La neve sulla Pianura Padana negli ultimi anni sta diventando sempre più un evento eccezionale. Storicamente però vedere questi territori imbiancati durante l’inverno non era così raro. La nevosità media infatti va dai 10 cm annui di Veneto e Friuli fino ai circa 40 cm del basso Piemonte.

Esistono due principali configurazioni meteorologiche che portano la neve fino al piano sul Nord Italia, a cui corrispondono due diversi tipi di nevicate: le nevicate da addolcimento e le nevicate da irruzione fredda. Vediamo le differenze.
Nevicate da addolcimento
La maggior parte delle nevicate in pianura al Nord avvengono quando, a un periodo caratterizzato dalla presenza di aria molto fredda nei bassi strati, accumulata grazie alle inversioni termiche spesso durante un’irruzione di aria fredda da Est (il cosiddetto “cuscino freddo”), segue un ingresso perturbato con correnti umide e miti. In questo caso si parla di nevicata da addolcimento.
L’aria umida che scorre sopra al cuscino freddo porta con sé le precipitazioni, che proprio grazie alla colonna d’aria con temperature negative fino al suolo, riescono almeno nella prima fase ad arrivare solide fino a terra. Dopodiché, come si può comprendere dalla definizione (addolcimento), l’aria più mite tende a far aumentare la temperatura anche nei bassi strati. Ecco perché gran parte di queste nevicate si conclude con la pioggia.

Le nevicate da addolcimento sono tipiche soprattutto della parte occidentale della Pianura Padana, dove l’orografia consente la formazione di un robusto cuscino di aria fredda, che quindi sarà eroso molto lentamente dall’aria umida in arrivo con la perturbazione. Più a Est la vicinanza al Mar Adriatico e il territorio meno “chiuso” riducono la forza del cuscino, con il risultato che spesso la nevicata si trasforma in pioggia dopo poche ore o l’evento inizia subito con pioggia.

Generalmente in questa configurazione la neve è piuttosto umida e pesante in quanto cade con temperature prossime allo zero o talvolta leggermente positive.
Nevicate da irruzione fredda
Un’altra configurazione che porta neve a livello di pianura, in questo caso soprattutto nelle zone più orientali, è l’ingresso diretto di aria fredda di matrice continentale. In questo caso non c’è bisogno della presenza di alcun cuscino nei bassi strati, perché la massa d’aria in ingresso è già molto fredda in quota, e con l’inizio delle precipitazioni il freddo viene riversato verso il suolo finché la colonna non è completamente sotto zero. Si parla infatti di nevicate da rovesciamento (o da irruzione).

Spesso in queste situazioni la neve è di qualità decisamente superiore rispetto agli eventi da cuscino freddo, risultando leggera, asciutta e farinosa. Grazie all’aria molto fredda in quota infatti la maggior parte delle volte la neve cade con temperature ben al di sotto dello zero.

A volte i due principali tipi di nevicata avvengono in successione. Prima l’arrivo del freddo dai Balcani o dall’Europa Orientale porta la neve sul Nord-Est e sulle aree adriatiche, e la formazione del cuscino freddo al Nord-Ovest. Poi, una successiva perturbazione atlantica con correnti che si dispongono da Sud o da Sud-Est causa nevicate da addolcimento su Piemonte e Lombardia occidentale.

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